La magia degli hashtag nei post sponsorizzati, no perché, sì perché

La magia degli hashtag nei post sponsorizzati

Stiamo parlando di post sponsorizzati su Instagram, LinkedIn e Facebook e, per chi è in grado e ne ha compreso i potenziali, su Pinterest. In particolare vogliamo concentrarci su post creati ad hoc e mostrati a un pubblico specifico da noi profilato. Significa che questi post non sono mostrati sulla bacheca della nostra Pagina Social ma esclusivamente nel newsfeed del target. Ci siamo?

L’hashtag diventa famoso con Twitter e successivamente con Instagram come contenitore tematico: se inserisci un hashtag in un post, questo sarà visibile a tutte le persone che cercano post con quell’hashtag.

Ma, come abbiamo detto in svariate occasioni durante gli eventi 4 DATE organizzati qui a Palermo, l’hashtag “solitario” su Facebook ha principalmente valore di etichetta visiva, serve a evidenziare quella parola (o mix di parole) per far capire subito di cosa stiamo parlando. Dopo questo utile elenco di Cinzia Di Martino, vi daremo 5 concetti fondamentali per poi parlare dei post sponsorizzati con hashtag.

Usare hashtag su PinterestBranded hashtag

Sono quegli hashtag che ci comunicano subito il prodotto, come #pandistelle #justdoit, e da una parte invitano indirettamente l’utente a utilizzarli per eventuali post contenenti il prodotto, dall’altra fungono da contenitore.

Community hashtag

Sono quegli hashtag che possono essere compresi dalla community e servono a fare community, per esempio (è un’ipotesi) ma un brand come Arena (costumi da bagno) può benissimo lanciare un hashtag come #salviamoilmare o #vivalacqua, invitando la community a raccogliere la plastica dalle spiagge e a fotografare e postare con quel tag. L’hashtag potrebbe iniziare ad essere usato anche da persone ignare del progetto mediatico del brand, ma che lo scopriranno a breve.

Topic hashtag

Da una parte servono a far comprendere l’argomento di cui parla il post, dall’altra hanno la funzione di aumentare la visibilità del post anche verso i non follower. Possono stare come etichetta visiva all’inizio del post ma li ritroveremo spesso alla fine del testo.

Dove posizionare l’hashtag solitario?

#Anzitutto dimenticate i #testi in cui #inframezzate decine di #hashtag perché non va #bene. Un solo hashtag infratestuale può andar bene. Tendenzialmente, trattandosi di una etichetta visiva e, considerando che in tutti i Social il testo di un post dopo qualche riga (2 su Instagram, circa 6 su LinkedIn e Facebook) è interrotto dal link collapse “… altro”, è consigliabile inserire l’hashtag “etichetta visiva” all’inizio del testo, perché ha la funzione di catturare lo sguardo dell’utente durante lo scroll compulsivo sul newsfeed. Se lo inseriamo alla fine, l’utente non lo vedrà mai, se non dopo aver cliccato su altro.

Quanti hashtag inserire?

L’hashtag con funzione di etichetta visiva sarebbe meglio fosse solo, al massimo accompagnato da altri due topic hashtag. Ma se l’obiettivo è aumentare la visibilità del post, allora avremo un blocco di hashtag. Trattandosi di circa 20 hashtag (su Instagram se ne possono mettere fino a 30 ma meglio non esagerare), meglio inserirli alla fine del post. Su LinkedIn ultimamente, soprattutto all’estero ma adesso pian piano anche qui, gli hashtag stanno iniziando ad avere una certa importanza perché possono essere followati (come su Instagram). Se sei interessato alla #veterinaria, su LinkedIn e Instagram clicca sull’hashtag (o cercalo) e poi clicca su Segui: prossimamente vedrai post sul tema nel tuo newsfeed, in mezzo ai post di amici e pagine seguite. Su Facebook e su LinkedIn però non esagerate con questi hashtag da inserire in coda: il muro di hashatag su questi social risulta quasi maleducato. 3 andranno più che bene.

Come usare gli hashtag nelle sponsorizzate?

Esistono svariati tipi di obiettivi per i post sponsorizzati, vediamo i 3 più importanti:

  1. Brand Awareness: mostrare il brand/prodotto a più persone possibili
  2. Engagement: simile al primo ma ambisce anche a ottenere più interazioni
  3. Click to website: invitare l’utente a visitare una pagina specifica
  4. Lead Generation: portare l’utente su una landing page per acquisire i suoi dati (telefono, email, etc)

È doveroso ricordare per i meno pratici che in base all’obiettivo che scegliete, il tool di advertising dei Social mostra il post all’utente che è più avvezzo a compiere quell’azione e che, ovviamente, rientra nelle caratteristiche sociodemografiche e comportamentali che abbiamo settato. Quindi, per esempio, mostrerò il mio Social Ads a tutte le donne 25-34enni, che vivono a Palermo e che solitamente cliccano sui post sponsorizzati. Il tool inizialmente mostrerà l’ads alle donne più cliccatrici e pian piano a quelle meno.

Hashtag in post sponsorizzati senza obiettivo di click

Nei primi due casi, l’utente non deve cliccare per entrare nel nostro sito o in una landing. Può:

  • interagire con il post, commentando, mettendo un like, etc
  • cliccare sul nostro nome e visitare la nostra pagina Social
  • cliccare sull’hashtag per vedere altri post…

… quindi se avete usato un topic hashtag come #behappy o #chefame in un post sponsorizzato, rischiate di portare l’utente in un cosmo di post ben lontani dal vostro brand. Vi consigliamo di usare un community o un branded hashtag in cui siete sicuri che l’utente troverà voi e non donne svestite e ragazzetti hip hop in pose da rapper.

Hashtag in post sponsorizzati con obiettivo di click

In questo caso, capite bene che se il vostro obiettivo è far cliccare l’utente, è meglio eliminare altri elementi cliccabili. Anche se non lo abbiamo trattato in questo 4 DATE, ma gli adv trainer di Twitter sconsigliano vivamente di inserire hashtag nei tweet sponsorizzati, a meno che, infatti, non ci sia un motivo fortemente legato al concept dell’hashtag.

Il branded hashtag come Social Catalogo

Ipotizziamo che vendete articoli sportivi. Ipotizziamo che quando postate costumi da bagno femminili usate #SunTimeDonna all’inizio dei vostri post, come etichetta visiva ma non solo… Anche se l’obiettivo della sponsorizzata è il click su un trikini all’ultimo grido, qualora l’utente dovesse cliccare sull’hashtag, siete certi di portarlo su vostri risultati (chi usa questo hashtag al di fuori di voi? Nessuno!) e di portarlo a vedere risultati specifici, come una pagina di catalogo.

Evitare tassativamente i muri di hashtag nelle sponsorizzate

Ecco, se vedete un post sponsorizzato e dopo le tre righe di testo vedrete un bel muro di hashtag, o ci troviamo su Instagram, e il Social Media Manager in questione ha sponsorizzato un post che ha in bacheca con l’obiettivo di ottenere tanti like e far finire il post tra i primi risultati degli hashtag utilizzati – tecnica a nostro parere un po’ squallida e inutile – oppure ci troviamo di fronte a un SMM che sta improvvisando e che avrebbe urgentemente bisogno di un nostro corso.

 

CONSIGLIO » Non esistono ricette magiche nel marketing, bisogna semplicemente saper usare la testa.  I Social sono strumenti, ma senza strategia e senza tattiche, non solo si rischia di non raggiungere gli obiettivi, ma si rischia di ledere la vostra immagine aziendale e professionale.

Fonti utili per approfondire l’uso degli hashtag

Come scegliere gli hashtag per Instagram
Di Alessandro Pozzetti, docente di una vecchia edizione 4 DATE

Come usare gli hashtag su Pinterest
Di Cinzia Di Martino, che sarà ospite speciale in questo 4 DATE Social

Come usare gli hashtag su LinkedIn
Di Vincenzo Cosenza, un’istituzione del Social Media Listening

Hashtag su Facebook sì o no?
Di Veronica Gentili, docente del prossimo 4 DATE

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