3 lezioni di Social Strategy dal film The Founder

Lezioni di Social Strategy

Se non avete mai visto il film The Founder (la storia di McDonald’s), dovete vederlo SUBITO, invece se l’avete visto, vi starete chiedendo «Cosa c’entra questo film con i Social?». È vero, ai tempi i Social Network potevano essere solo un’utopica ipotesi marvelliana, ma noi vogliamo puntare i riflettori sulle azioni di un imprenditore lungimirante e non sulle sue capacità di utilizzare strumenti come Facebook e LinkedIn.

Ray Kroc era un rappresentante di aspirapolvere i cui affari andavano in malora, finché ricevette un grosso ordine dai fratelli McDonald. Conobbe la loro realtà e decise di entrare in affari con loro, diventando poi il proprietario dell’impero, impero costruito solo grazie alle sue scelte strategiche.

Il più grande freno della crescita di un’impresa non è l’assenza di clienti, che essa sia un’azienda di 100 dipendenti, 10 o di un libero professionista. L’inesorabile freno è l’assenza di un budget dedicato a marketing e formazione dei dipendenti. Ovviamente se si tratta di un libero professionista, questo dovrà sapere che, per esempio, nel 2020 dedicherà 1.500 euro in formazione (tra corsi e libri) e 2.000 in marketing (tra sponsorizzate e Google).

Iniziamo da qui…

Tamponare le emorragie finanziarie e reinvestire i risparmi

Già perché la strategia, quella di cui molti marketer si riempiono la bocca, parte dal basso, spesso nei magazzini, nelle cucine, nei frigoriferi… Kroc si accorse che i bilanci di McDonalds erano in negativo. Analizzandoli attentamente, identificò l’emorragia: i frigoriferi consumavano troppo e servivano prevalentemente per conservare gli ingredienti del frappé. Andando contro il volere dei fratelli McDonald, impose ai punti vendita di spegnere i frigoriferi e utilizzare una miscela di frappé in busta che rendeva in modo ottimale, tanto da non distinguersi dal frappé tradizionale.

Ottimizzare i tempi e formare il team

Questa scena del film è da pelle d’oca! Considerate sempre che Kroc era un rappresentante di aspirapolvere. Avendo ottimizzato gli spazi, perché i frigoriferi ne prendevano parecchio, studiò insieme ai cuochi i loro movimenti su uno spazio disegnato a terra, simulando i loro movimenti – come una sorta di teatro contemporaneo – per creare una disposizione della cucina che permettesse loro di muoversi più agilmente, di produrre di più, mantenendo intatte le sequenze tipiche della cucina tradizionale degli hamburger americani.

Identificare pubblico, identità e obiettivi

Altra scena chiave: guidando l’auto, Kroc notò che nel panorama statunitense ci sono sempre e solo due elementi: crocifissi e bandiere a stelle e strisce. Decise di fare del McDonald’s la seconda chiesa americana. Risulta evidente che il target di Kroc è la buona famiglia americana, quella che va in chiesa e che pianta la bandiera in giardino. Kroc si impossessò pian piano dell’impero che stava costruendo, ma ebbe l’intelligenza e l’umiltà di capire che il nome McDonald’s non andava toccato, perché fortemente americano, né l’architettura con i due archi dorati, perché dava al locale un’aura sacra.

vecchio negozio mc donald's

 

Fidarsi di professionisti qualificati

La vera svolta avvenne quando Kroc chiese una consulenza al suo commercialista, il quale gli suggerì di acquistare i terreni su cui edificava i McDonald’s, facendosi pagare l’affitto dai gestori. Il suo business divenne immobiliare. Ciò che è importante notare è l’apertura mentale di Kroc: il fatto che abbia chiesto consulenza a un bravo professionista e che lo abbia ascoltato è semplicemente incredibile. L’imprenditore tipo solitamente non ascolta né il team, né i clienti, né i consulenti. Avviene molto raramente. Si suppone che sia un eccesso di ego…

Cosa deve fare una piccola e media impresa?

  1. Prima di dire «voglio una pagina Facebook con 10.000 likers e tanti mi piace sui post», è meglio identificare quali processi aziendali producono spese inutili. Nel verificarlo è bene vivere ogni fase e ascoltare ogni singola voce dell’equipaggio.
  2. Prima di generare un aumento di vendite, dovreste essere sicuri di essere in grado di rispondere alla domanda. Come si muove il vostro team? Quanto tempo impiega? Avete mai provato a far telefonare davanti a voi un finto cliente per sentire come risponde il vostro customer care? Grazie a internet molte vendite poi si conducono offline, in negozio o al telefono. Eventualmente un po’ di formazione (di qualità!) servirà a rendere i reparti più forti e pronti.
  3. Facendo questo lavoro e ascoltando le voci dell’azienda, avrete iniziato a capire qual è la vostra identità, il vostro valore, il motivo per cui il cliente sceglie voi e non un altro. Ora guardate la vostra comunicazione: il vostro sito, le vostre pagine social trasmettono adeguatamente questo valore?

In sintesi: perdere meno tempo vi permetterà di avere più budget e più tempo da dedicare alla formazione e alla promozione. Se solitamente passate il tempo a monitorare e risolvere problemi, fateci un pensierino!

È meglio partire dalla fine…

Durante ognuna delle lezioni, ma in particolare quella di Giorgio Soffiato, ci renderemo conto di quanto sia fondamentale aver chiaro il punto 3, il vostro valore. Molti corsisti si sono iscritti stregati dalla bravura di Veronica Gentili con Facebook, altri dalle alchimie di Instagram della Tanzillo, altri dalla professionalità di Luca Bozzato con LinkedIn, Social in enorme ascesa, ma la strategia è la base per poter pianificare un buon Social Selling ma soprattutto un buon digital marketing mix.

Non dovete dire «Non ho budget per il marketing» e quindi affidate la Pagina Facebook al “cugino” che per 200 euro al mese vi fa qualche post, probabilmente gestito da stagisti non pagati.

Non diciamo che dobbiate necessariamente creare un impero come quello di McDonald’s, ma che potete:

  • conoscere meglio il vostro pubblico
  • avere una Unique Selling Proposition più chiara
  • evitare spese inutili
  • pianificare un budget
  • usare i Social corretti in modo corretto

Giusto per correttezza, non vogliamo assolutamente promuovere il brand di McDonald’s, anzi… vi consigliamo di mangiare pane panelle e crocchè: costa meno ed è più sano 😉

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